Che a cambiarsi la vita ci riuscirono pure, ma scambiarsela, quello fu quasi impossibile.

A scambiarsi la vita, il tempo fece il suo gioco, e di fronte ai silenzi, l’unico esito fu un viaggio a ritroso.

Per scambiarsi una vita non bastano i giorni. Non basta bastarsi. Non basta una notte. Non basta l’amore.

Non basta sbagliare, correre e  tornare indietro. Non basta avere paura. Non basta il sapore, il gusto, il suo odore.

Che poi ad amare impara solo chi arriva a bastarsi, che poi amore è la forma più utopica di scambiarsi la vita.

Il suo gioco l’indifferenza lo fece, e se cambiarsi un tempo fu il gioco più dolce, oggi cambiarsi era il meno  affabile dei giochi.

Fu così, come in quella storia della rana e lo scorpione.

“Se ti pungo, tu muori e io annego”. “Mi perdi e ti perdo”.

Muore ogni cambiamento. Annega ogni gioco. Perché è la vita.

Lei la solita una rana. Lui il solito scorpione.

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