Degli occhi qualunque

L’inconsapevolezza nei tuoi occhi è più chiara di allora.

Ricordo bene che avrei dovuto scoprirlo subito l’inganno sulla piega destra del tuo sorriso, ma forse non mi bastava averla compresa la verità, forse perché in quegli occhi  ci vedevo un attimo di semplicità.
Lavoro di attimi io.

E per quanto fosse chiaro, le mie mani decisero di cedere alle tue parole. Non bastava la giovinezza, serviva rialzarsi e riperdersi con te. Serviva la sabbia intrappolata tra i ricordi, serviva la pioggia sprigionata dai racconti, servivano le carezze di un primo amore, che primo non è.

Ricordavi la felicità, ricordavi la mia felicità.

Come il crescendo di una canzone, sento lo stesso morso alla gola, come un crescendo di una carezza che arriva alla bocca senza preavviso, uno stringersi, un bacio sul naso, e le mani, il trucco sbiadito,i granelli tra i denti,il profumo e quelle lacrime nude,
incredule e nude.

E probabilmente non hai quest’importanza, e probabilmente non ce l’avrai mai e probabilmente sei la proiezione della mia memoria, e certamente basterà il primo vento per soffiarti via, ma in qualche notte per ora sei ancora vivo.

E nonostante tutto e nonostante allora, per me resti quell’attimo. Lontano da oggi e inesistente in un domani.

Perché in una sola notte, su una spiaggia qualunque, con degli occhi qualunque, in una vita qualunque , una sensazione non qualunque ha catturato un sorriso qualunque.

Ma tu non lo sai, perché la bellezza viene repressa in questo mondo, e non lo sai perché non sarebbe giusto parlarti, e non lo sai perché sarebbe tremenda l’impossibilità. E non lo saprai mai perché domani sarai già svanito da ieri, ma resterai una sensazione passata, bella, pulita, vera, e amaramente passata, ma bella.

Ma per ora, solo per ora sei tu il mio attimo di felicità, il mio ricordo di leggerezza sei tu, almeno fino ai prossimi occhi qualunque.

La cicatrice bianca.

White Soul

Credo che un giorno, fuori da tutto questo, fuori da ogni respiro, fuori da ogni speranza, fuori dai silenzi assenti e dalle paure inconsapevoli, beh credo che un giorno riuscirai a voltarti indietro. Riuscirai a tenere la testa tra le mani, e leggere i solchi delle tue stesse mani, riuscirai a ricoprire l’imbarazzo e asciugarti il sudore che ti irrorava la fronte. Infuocherai le guance alla vista di una schiena nuda, e sentirai le voglie a contatto con la tua bianca schiena. Fuori da ogni certezza, l’impotenza sarà una compagna, ma piacevole per alcuni versi. Prenderai tra i denti la vita, e a morsi la gente, perché quel giorno il tuo passato avrà smesso di ucciderti, i soldatini di legno ritorneranno sotto il letto, e i mostri nell’armadio avranno già trovato un posto migliore. Perché è un posto migliore che serve, un posto migliore per tutti. Un posto coerente con il tuo essere, la tua dimensione,la tua pace interiore, il tuo bianco perfetto, la tua pienezza di vita in questa vita piena di silenzi. E ti amerai ancora, ti amerai nella pelle di latte e sapone, sulle gote calde, e tra i capelli informi. Ti amerai, e amerai i tuoi assenzi, i tuoi no, e le cicatrici che porti. Amerai quel luogo perché amerai prima te stessa.